
"L' America Può presentare al mondo due grandi opere; a nord il canale di Panama, a sud le conquiste geografiche di Candido Rondon" Theodore Roosevelt
Cândido Mariano de Silva Rondon, conosciuto anche come “Maresciallo Rondon” nacque a Mimoso (allora un minuscolo villaggio sperduto nel Mato Grosso) nel 1865, da padre di origine portoghese e madre appartenente al gruppo etnico dei Bororo.
Orfano in gioventù fu cresciuto dallo zio ma, quando morì anche questi, si trasferì a Rio de Janeiro per poter frequentare l’ accademia militare che, oltre ad essere gratuita, lo stipendiava come sergente.
Ancora studente partecipò al movimento repubblicano e abolizionista, che nel 1889 costrinse l’ imperatore Pedro II ad abdicare.
Nel 1890 fu nominato capo del distretto telegrafico del Mato Grosso gli fu incaricato di progettare con un apposita commissione la linea telegrafica che doveva collegare il Mato Grosso a Goia, una zona altrimenti sperduta e priva di comunicazioni difficilmente governabile.
Cinque anni più tardi oltre ad aver eseguito il compito, aveva contribuito a mappare la zona ed a stabilire relazioni amichevoli con i nativi, appartenenti a diversi gruppi etnolinguistici.
Nei primi anni del ‘900 Rondon si dedico a varie opere tra cui alla costruzione di una strada che collegasse l’ allora capitale Rio e Cuiabá (precedentemente queste due città erano comunicanti solo grazie a collegamenti fluviali); collegò quest’ ultima telegraficamente con Corumbá (sfiorando la frontiera paraguaiana e boliviana); trovò le rovine di un antica fortezza portoghese e cominciò a collaborare attivamente con la tribù dei bororo che lo aiutò in più occasioni fornendogli mano d’ opera. Durante questo periodo trovò anche il tempo di sposare Chiquinha Xavier che gli darà ben sette figli.
Nel 1907, vista la sua competenza e l’ esperienza maturata, fu messo a capo di una commissione incaricata di costruire una linea telegrafica da Cuiabá a Santo Antonio do Madeira, la prima che avesse mai raggiunto la regione amazzonica. Nello svolgere questa missione scoprì il fiume Juruena e fu il primo occidentale ad entrare positivamente in contatto con la tribù dei Nambikwara, famosa per aver ucciso i pochi stranieri che avevano tentato di mettersi in contatto con loro (anche il famoso antropologo francese Claude Lévi-Strauss li studierà anni dopo)
Due anni dopo intraprese una lunga spedizione volta all’ esplorazione del nord del Mato Grosso e, data la difficoltà dell’ impresa e l’ assenza di comunicazioni, l’ esploratore fu dato per morto. Per sopravvivere dovette improvvisare mezzi di fortuna e usare l’ ingegno e, al suo inaspettato ritorno a Rio, fu acclamato come un eroe e venne nominato poco dopo direttore della neonata agenzia governativa brasiliana per la protezione degli indios.
Il suo rispetto per la cultura indigena fu dimostrato a più riprese. Eclatante fu il caso che lo vide, nel 1913, attaccato da un gruppuscolo di Indios che lo colpirono persino con una freccia avvelenata. In quell’ occasione avrebbe potuto comandare ai suoi uomini (numerosi in numero e meglio armati) di far piazza pulita dei nativi ostili, ma si limitò ad ordinare la ritirata per evitare inutili decessi e potersi riavvicinare ai nativi in seguito.
Nel 1914 partì all’ esplorazione del Fiume del Dubbio (da lui scoperto e battezzato anni prima) con l’ ex Presidente americano Theodore Roosevelt, la spedizione causò perdite e fu molto difficoltosa e ,una volta concluse, il Fiume del Dubbio, venne ribattezzato Roosevelt.
Dopo questa spedizione si Rondon si dedicò fino al 1919 alla mappatura dello stato del Mato Grosso e a partire dagli anni venti venne assumendo cariche e titoli sempre più rilevanti (tra cui capo del genio dell’ esercito) e si occupò dell’ esplorazione delle zone si confine del Brasile.
A partire dagli anni 30, oltre a continuare a dedicarsi alle esplorazioni, fu anche impiegato in missioni diplomatiche da parte del governo brasiliano, vista la grande fama e esperienza che aveva accumulato.
In particolare si ricorda il successo che raggiunse come intermediario nella disputa di confine tra Colombia e Perù per la città fluviale di Leticia.
Negli anni 50, nonostante l’ età avanzata, istituì il primo parco nazionale indigeno, ispirò il museo nazionale dell’ indio, raggiunse il grado più alto dell’ esercito brasiliano (quello di Maresciallo) e fu proposto come candidato al premio Nobel per la pace.
Morì a 92 anni nel 1958 a Rio de Janeiro.

Positivista, esploratore, militare, tecnico, geografo, antropologo, Rondon è uno degli eroi nazionali del Brasile. Nella sua vita eresse oltre 4000 miglia di linee telegrafiche, e mappato dettagliatamente oltre 15 fiumi.
A lui sono dedicati un giorno, una fondazione, università, municipi, città, musei, parchi, biblioteche, strade, aeroporti ed uno stato della federazione Brasiliana: Rondonia.















